Guida medica personale

Come riconoscere e gestire 
le malattie cardiovascolari

Ho un'insufficienza cardiaca: capisco la mia malattia

L’insufficienza cardiaca è la conseguenza della debolezza del cuore che non riesce più ad assicurare la pressione sanguigna corretta. Alcuni segni possono mettere in guardia riguardo all'esistenza di questi problemi di pressione.

Il cuore è una pompa
Il cuore è un muscolo che, contraendosi regolarmente, pompa il sangue, arricchito di ossigeno proveniente dai polmoni, a tutto il resto dell'organismo. Il lavoro del cuore si adatta ai bisogni dell'organismo. Durante uno sforzo, il cuore batte più in fretta e pompa più sangue ai muscoli. Talvolta, il cuore non riesce più a pompare correttamente il sangue. Alcune malattie impediscono al cuore di pompare sangue correttamente. Si parla allora di insufficienza cardiaca. 

Alcuni segni possono metterLa in guardia
Se si nota la comparsa di alcuni segni, è necessario consultare il proprio medico in modo che stabilisca, se necessario, un trattamento adatto.
  • L'affanno: quando il cuore non riesce a pompare tutto il sangue che ritorna dai polmoni, questi si intasano. Il respiro diventa più difficoltoso. Durante uno sforzo viene a mancare il fiato.
  •  La stanchezza: i muscoli non ricevono più sangue a sufficienza per lavorare. La sensazione di stanchezza arriva molto prima rispetto al solito.
  • I piedi e le caviglie gonfie: se la circolazione sanguigna è insufficiente, il sangue fatica a risalire fino al cuore. I piedi e le caviglie si gonfiano. Le gambe sono pesanti e diventa difficile indossare le scarpe.
  • L'aumento di peso di vari chili in pochi giorni: l'accumulo di liquidi negli organi porta alla formazione di edemi. Nel giro di qualche giorno, è possibile prendere 2 o 3 chili.
Se si sente in affanno o facilmente stanco, se le si gonfiano piedi e caviglie in modo anomalo, se prende peso senza un motivo particolare, deve consultare il Suo medico. Egli potrà decidere di iniziare un trattamento adatto.

Redazione a cura di "Malice & Co. (Francia)". Traduzione e revisione a cura del Dott. Fabio Pilato.

Capisco la gestione della mia insufficienza cardiaca

Lei soffre d'insufficienza cardiaca La capacità del Suo cuore di pompare il sangue alle arterie è alterata. Si tratta di una malattia cronica che necessita, oltre ad un monitoraggio regolare, di seguire bene i consigli del medico e di essere costanti nel trattamento.

Perché devo prendere dei farmaci?
Il trattamento si basa su vari tipi di farmaci prescritti a seconda dell'importanza della Sua insufficienza cardiaca. I più importanti sono i vasodilatatori (per esempio, gli inibitori dell'enzima di conversione o IEC, e gli antagonisti dell'angiotensina II o sartani), i betabloccanti e i diuretici. Ogni tipo di farmaco ha dimostrato una grande efficacia nell'evoluzione della malattia. Le saranno prescritti in base alla gravità della Sua insufficienza cardiaca. I vasodilatatori dilatano le arterie, favorendo la circolazione sanguigna e limitano così gli sforzi eseguiti dal cuore per pompare il sangue. I betabloccanti migliorano la funzione muscolare del cuore e controllano il suo ritmo.  I diuretici aumentano l'eliminazione di acqua e di sale attraverso i reni. In linea generale, riducono il volume di sangue circolante e diminuiscono quindi il lavoro del cuore.  Possono essere necessari altri trattamenti. Degli anticoagulanti o degli antiaggreganti piastrinici per evitare la formazione di trombi che potrebbero ostruire un'arteria. Dei farmaci a base di trinitrina che migliorano l'irrorazione sanguigna del cuore, dilatando le arterie coronarie.  La maggior parte di questi trattamenti dovrà continuare per tutta la vita.

Come si definisce un buono stile di vita?
Deve seguire con attenzione una dieta equilibrata (pochi zuccheri, poco sale, nessun grasso animale, tante verdure e frutta), limitare il consumo di alcool, smettere completamente di fumare, e camminare. La pratica di un'attività fisica regolare - 30 minuti di cammino al Suo ritmo ogni giorno - è un punto essenziale del trattamento. Senza di essa, il suo cuore continua a deteriorarsi rapidamente.

Mi hanno parlato del vaccino contro l'influenza. Qual è il rapporto con l'insufficienza cardiaca?
L’insufficienza cardiaca La rende più fragile, e una malattia apparentemente insignificante come l'influenza può avere delle conseguenze serie. Si raccomanda quindi di farsi vaccinare. Dato che soffre d'insufficienza cardiaca, Lei potrà beneficiare di un rimborso parziale per questo vaccino.

Mi hanno parlato di un apparecchio, il pacemaker, capace di migliorare il lavoro del mio cuore?
In alcuni casi particolari, l'insufficienza cardiaca è dovuta ad una cattiva sincronizzazione della contrazione dei muscoli del cuore. Per ristabilire un funzionamento efficace, è possibile impiantare una sorta di regolatore elettronico (pacemaker, in inglese), che diminuisce così i sintomi in maniera significativa. Il suo ruolo consiste nel mandare degli impulsi elettrici a varie parti del cuore, affinché si contraggano al ritmo giusto.

Il trattamento dell'insufficienza cardiaca contempla la pratica, ogni giorno, di 30 minuti di camminata e l'assunzione di farmaci che facilitano il lavoro del cuore. Lei deve assumere in modo accurato ogni giorno il Suo trattamento onde evitare un peggioramento, e per mantenere la Sua autonomia.

Redazione a cura di "Malice & Co. (Francia)". Traduzione e revisione a cura del Dott. Fabio Pilato.

Trattamenti: terapia anticoaguolante orale 

Cos’è il trattamento anticoagulante orale?
Gli anticoagulanti orali o dicumarolici (Coumadin e Sintrom) sono farmaci in grado di modificare la capacità di coagulare il sangue, riducendo il rischio della formazione di trombi in pazienti che, per la loro malattia, corrono questo rischio. La loro azione è basata sull'interferenza con l'attivazione di alcune sostanze (fattori di coagulazione) che servono per la formazione di un coagulo; queste, infatti, per essere attive hanno bisogno della vitamina K. Gli anticoagulanti orali inibiscono l'azione di questa vitamina e quindi, indirettamente, rendono il sangue meno coagulabile. La vitamina K di cui disponiamo è in parte introdotta con il cibo e in parte direttamente prodotta nel nostro intestino dai germi che normalmente vi abitano.

Cos’è l’I.N.R.?
Per valutare l'efficacia del farmaco è necessario misurare il tempo che impiega il sangue a coagulare. Tale tempo viene misurato sul sangue in provetta tramite un esame chiamato Tempo di
Protrombina, che abitualmente troviamo espresso come INR. Il valore di INR che indica una valida terapia anticoagulante è tra 2 e 3.5 per la maggior parte dei pazienti (il medico curante indicherà
meglio il valore da mantenere). L'azione degli anticoagulanti è molto variabile tra i diversi individui e può variare nel tempo anche per lo stesso individuo. In altre parole, la quantità del farmaco
necessaria ad ogni persona può essere molto diversa, con dosi anche dieci volte maggiori tra un individuo e l'altro.

Dosi ed orari di assunzione
Il Coumadin o Sintrom si assumono una volta al giorno, meglio se lontano dai pasti, nelle ore centrali del pomeriggio o la sera prima di andare a letto. È comunque consigliabile prendere il farmaco sempre alla stessa ora. È opportuno registrare le dosi assunte (con una x sulla scheda) con attenzione per ridurre le possibilità di errore.

Ho dimenticato di assumere l’anticoagulante! Cosa fare?
Nella stessa giornata la dose di anticoagulante può essere assunta anche più tardi (fino alla mezzanotte); oltre questo termine si salta la dose avendo cura di segnalare la mancata assunzione
sulla propria scheda terapeutica. Non assumere due dosi di anticoagulante nella stessa giornata.

Cosa posso mangiare?
Mantenendo una dieta regolare molto raramente si hanno irregolarità di risposta agli anticoagulanti che dipendano dall'alimentazione. Non esiste una dieta specifica per il paziente in trattamento anticoagulante orale. L’indicazione è di seguire un regime alimentare equilibrato mantenendo costante l’apporto di frutta e vegetali, attenzione soprattutto a quelli a foglia verde (spinaci, broccoli, cavoli, lattuga ecc) più ricchi di vitamina K (che riduce l’effetto degli anticoagulanti orali). Tisane ed infusi potrebbero avere effetti sul livello di anticoagulazione. Gli alcolici, se assunti in quantità eccessiva influenzano il livello di  coagulazione. Dovremo prestare attenzione tutte le volte che ci sottoporremo a qualche regime dietetico che modifichi le abitudini avute fino ad ora. In tal caso dovremo accorciare per alcune settimane l'intervallo tra i controlli dell'INR. È bene mantenere le stesse abitudini alimentari anche in vacanza.

Posso praticare sport?
È ammessa attività fisica in rapporto alle proprie condizioni generali. Sono sconsigliate attività sportive che possano procurare traumi o ferite.

Se devo assumere altri farmaci cosa succede
Può capitare di dover prendere altre medicine (a parte quelle che si assumono in cronico per la patologia) oltre agli anticoagulanti orali. Si deve tener presente che queste possono modificare la risposta ai farmaci anticoagulanti, a volte con un aumento, a volte con una diminuzione dell'INR. Non bisogna assumere nuove medicine o prodotti che contengono aspirina se non prescritti dal medico. Si raccomanda di informare sempre tutti i medici del trattamento anticoagulante in atto. Tutto il personale sanitario con cui entrate in contatto deve essere informato che siete TAO. È necessario ridurre allo stretto necessario l'uso di altri farmaci, cercando di utilizzare quelli conosciuti come sicuri. È importante tuttavia sapere che in caso di bisogno qualunque farmaco può essere usato, con la raccomandazione di effettuare controlli più frequenti dell'INR qualora si sappia che questo farmaco può interferire con gli anticoagulanti orali o, come accade molto spesso, quando non si è certi degli effetti che può determinare. Consigliamo:
  • come antipiretico: Paracetamolo
  • come antidolorifico: Ibuprofene
  • come antibiotico: Amoxicillina
Le iniezioni intramuscolari possono provocare ematomi; è bene limitarle il più possibile avendo cura di applicare del ghiaccio sulla zona prima e dopo l’iniezione. Non esistono particolari
controindicazioni per le vaccinazioni compresa quella antinfluenzale. Si raccomanda però di anticipare il controllo dell’INR.  I prodotti d’erboristeria che contengono sostanze ad effetto farmacologico possono influenzare la TAO in modo imprevedibile ed importante; per tale motivo se ne sconsiglia l’uso.

Comparsa di altre malattie
In caso si presentino altre malattie sarà necessario intensificare il numero dei controlli dell'INR, se si tratta di episodi importanti, di lunga durata o di malattie quali diarrea o malattie della tiroide.
Qualora queste affezioni determinino la necessità di usare altri farmaci, si rimanda a quanto detto nel paragrafo precedente.

Gravidanza, allattamento
Avvertire il Centro dell’intenzione di avere una gravidanza o immediatamente dopo un test di gravidanza positivo. Tutti i farmaci anticoagulanti somministrabili per bocca non possono
essere utilizzati in gravidanza, in quanto pericolosi per il bambino. È necessario perciò che le donne in età fertile evitino una gravidanza mentre assumono questa terapia; qualora abbiano il dubbio della presenza di una possibile gravidanza devono subito fare un test per accertarla e rivolgersi al medico, in modo da poter sospendere gli anticoagulanti orali entro la 6a settimana di  gravidanza. Quando si desideri una gravidanza si devono sostituire i farmaci anticoagulanti con l'eparina con iniezioni sottocute 2-3 volte al di'. Questo trattamento non è pericoloso e va protratto fino al parto. Le donne in trattamento con anticoagulanti orali possono invece allattare, senza che questo provochi alcun rischio per il bambino.

Le emorragie
Dal momento che i farmaci anticoagulanti ritardano il normale processo di coagulazione del sangue, è possibile che durante il trattamento compaiano emorragie. Al livello di anticoagulazione
necessario per evitare la formazione di trombi, non si hanno solitamente sanguinamenti. Possono tuttavia comparire piccole emorragie delle gengive, dal naso o per presenza di emorroidi; possono inoltre formarsi facilmente lividi sulla pelle anche per piccoli traumi. Sono invece solitamente normali i tempi per la riparazione di piccole ferite o di escoriazioni e non è necessario pertanto prendere alcuna particolare precauzione nello svolgimento delle attività quotidiane. Per le donne giovani l'assunzione dei farmaci anticoagulanti non determina di solito modificazioni importanti del ciclo mestruale e solo raramente il flusso mestruale può essere un po' aumentato d'intensità.  Emorragie vaginali importanti solitamente compaiono solo se sono presenti alterazioni dell'utero come ad esempio i fibromi. È pertanto necessaria, in questa eventualità, una valutazione
ginecologica accurata. Nel caso si subiscano traumi importanti, è necessario controllare l'INR anche se non ci sono
sanguinamenti evidenti: una lesione profonda può causare una emorragia nascosta, pertanto un valore di INR troppo alto in quel momento può essere pericoloso più di quanto non lo sia nelle
condizioni abituali. Tutte le volte che ci si presenta ad un medico per qualunque problema si deve fare presente che si sta assumendo un farmaco anticoagulante; ciò sarà di maggiore
importanza proprio in Pronto Soccorso.

Le trombosi
Se la terapia anticoagulante è ben condotta e si mantiene l'INR all'interno dell'intervallo desiderato, i farmaci anticoagulanti proteggono dalla formazione di trombi. Tuttavia, eccezionalmente, in periodi di cattivo controllo della terapia o per la comparsa di altre condizioni di malattia fino ad allora non presenti, possono comparire sintomi riferibili alla formazione di trombi. È necessario
allora determinare subito l'INR e rivolgersi prontamente al medico.

Cosa devo ricordami di comunicare tempestivamente al medico
  • quando avvengono condizioni che modificano in modo importante l'abituale stato di salute (in particolare diarrea e vomito)
  • quando si devono assumere medicine diverse dalle solite non comprese nell'elenco dei farmaci "sicuri" o se si sospende o modifica il dosaggio di un medicinale che si assumeva da molto tempo
  • quando si sono commessi errori nell'assunzione del farmaco anticoagulante
  • inizio di una dieta o notevoli variazioni del regime alimentare (il digiuno potenzia l’effetto degli anticoagulanti)
  • se compaiono sangue nelle urine, dal naso con difficoltà ad interrompere il sanguinamento, lividi grossolani per piccoli traumi o spontanei, sangue nelle feci molto abbondante o feci nere, mestruazioni molto abbondanti rispetto al flusso abituale
  • appuntamenti per esami endoscopici e/o invasivi, estrazioni dentarie o interventi odontoiatrici
NB: Tutti i pazienti portatori di protesi valvolari cardiache o di malattie delle valvole cardiache devono chiedere al loro medico istruzioni precise circa la prevenzione dell'endocardite mediante l'assunzione di antibiotici; tale prevenzione è sempre necessaria per effettuare le procedure sopra elencate.

Nota : portare sempre con sè uno scritto che informi che si è in trattamento anticoagulante e la motivazione dello stesso (es.Mi chiamo….. nato il……………… e sono in trattamento anticoagulante orale perché sono portatore di fibrillazione
atriale, trombosi,protesi valvolare meccanica dal ……etc). 

Sarò sottoposto ad un impianto di stent

Lo stent è un piccolo dispositivo che viene introdotto nell'arteria ostruita al fine di mantenerla aperta e perfettamente irrorata dal sangue. Lo stent viene impiantato per mezzo di un intervento chiamato angioplastica.

Come si presenta uno stent?
"Stent" è un termine inglese che designa un tubicino composto da un filo metallico a maglia. Viene anche chiamato "endoprotesi coronarica" in quanto lo si impianta in una delle arterie coronarie che irrorano il cuore.

Come viene inserito uno stent?
Prima di tutto non esiti a ricordare all'equipe medica, prima dell'intervento, le Sue eventuali allergie, i Suoi trattamenti in corso, eventuali malattie recenti, e i Suoi timori o apprensioni.
All'interno di una sala radiologica, deve distendersi sulla schiena su di un tavolo sotto il quale si trova un braccio articolato dotato di un tubo a raggi X. Il medico o l'infermiere Le posiziona degli elettrodi autoadesivi sul petto per poter controllare l'attività elettrica del cuore tramite un elettrocardiogramma. Questo monitoraggio è assolutamente indolore. L’infermiere pratica una infusione attraverso una vena del braccio. Il cardiologo pratica un'anestesia locale a livello del gomito o della parte superiore della coscia, nella piega inguinale. Quindi introduce una piccola sonda chiamata "catetere", in fondo alla quale è posizionato un palloncino, e segue su uno schermo il suo avanzamento nell'aorta fino all'origine delle arterie coronarie.  Inietta lo iodio e realizza diverse radiografie per visualizzare l'avanzamento del catetere nella rete vascolare. 
Il palloncino viene quindi gonfiato a livello del restringimento dell'arteria e permette l'impianto dello stent. Il catetere e il palloncino vengono quindi estratti. Questa procedura è precisa e codificata. Prima dell'intervento Le sarà presentato un modulo di consenso informato e il medico risponderà ai Suoi interrogativi.

Dove si svolge l'impianto dello stent?
Lo stent viene impiantato in una sala di emodinamica.

Sarò sotto anestesia?
Le verrà somministrata un'anestesia locale al livello dell'inguine o del braccio.

È doloroso?
La procedura non è dolorosa. L'applicazione del catetere può provocare un po' di fastidio. Si tratta di una puntura simile a quella dell'esame del sangue. L'anestesia locale Le eviterà di sentire dolore.  L'iniezione dello iodio provoca una sensazione di calore prima all'interno delle braccia, quindi in tutto il corpo, ma si tratta di una reazione passeggera. Dopo quanto tempo potrò riprendere la mia attività normale? Dovrà stare a riposo per 24-48 ore in base alle istruzioni del cardiologo. Dopodiché potrà riprendere le Sue normali attività.

Quali sono le possibili complicanze?
Può formarsi un ematoma (livido). Generalmente, l'esecuzione della compressione previene questo problema. Tuttavia, nel caso in sui si manifesti gonfiore sul sito di iniezione dell'arteria nei giorni successivi alla procedura, dovrà rivolgersi immediatamente al medico.  Più raramente, il movimento della sonda può provocare delle "ferite" ai vasi sanguigni. Durante l'esame possono insorgere malesseri, dolori al petto, palpitazioni. Se tali malesseri persistono, consulti il Suo medico o avvisi l'istituto o il servizio presso il quale è stato sottoposto alla procedura. Il mezzo di contrasto (prodotto iodato) può provocare reazioni allergiche. I raggi utilizzati sono a basso dosaggio e non sono nocivi.  A volte è impossibile applicare lo stent se il restringimento non può essere attraversato o dilatato.
A lungo termine, è possibile che l'arteria si restringa nuovamente: in questo caso si parla di ristenosi. La ristenosi si presenta quando un'arteria torna a restringersi a causa di una proliferazione di tessuto cicatriziale sulla parete interna dell'arteria stessa. La proliferazione di tessuto cicatriziale può formarsi a livello del sito dell'intervento e compare in alcuni pazienti nei 6 mesi successivi al trattamento. Attualmente vengono realizzati degli stent in grado di ritardare questo inconveniente, detti stent "attivi".

Dopo l'impianto dello stent, è molto importante prendere i farmaci prescritti, e soprattutto non deve smettere di prendere gli antiaggreganti piastrinici senza aver prima consultato il Suo cardiologo. Smetta di fumare e controlli l'alimentazione evitando i grassi.

Redazione a cura di "Malice & Co. (Francia)". Traduzione e revisione a cura del Dott. Fabio Pilato.

Devo fare un'ecografia cardiaca

Che cos'è un'ecografia cardiaca?
L'ecografia cardiaca è una tecnica di imaging medicale che visualizza diverse parti del cuore, talvolta in 3D, durante il loro funzionamento in tempo reale. L'ecografia cardiaca permette di conoscere la struttura del suo cuore: spessore e dimensioni delle pareti, degli atri, dei ventricoli, delle valvole e talvolta di una parte delle coronarie. Essa viene generalmente prescritta per verificare determinati sintomi e seguire l'evoluzione di cardiopatie (ipertensione). Inoltre è utilizzata per valutare la gravità di un soffio al cuore. Permette di controllare gli effetti del suo trattamento.

Come posso prepararmi all'esame, a casa?
Non è richiesta alcuna preparazione particolare. Può mangiare normalmente. Prenda i suoi farmaci come sempre.

Come si svolge l'esame?
All'interno di una normale sala per visite mediche con delle semplici apparecchiature. Durante l'ecografia cardiaca, dovrà coricarsi sulla schiena o sul fianco. Le viene spalmato sul petto un gel acquoso che facilita la trasmissione degli ultrasuoni.
la sonda posizionata sul suo torace permette di visualizzare in tempo reale le immagini del suo cuore. Le immagini possono essere registrate in movimento, ma queste lastre sono utilizzate e conservate per prendere le misure necessarie per la diagnosi.
È un esame indolore che non provoca nessun effetto secondario.

L'esame presenta dei rischi?
L’ecografia cardiaca è un esame totalmente indolore. Gli ultrasuoni utilizzati non comportano alcun pericolo. Non comporta alcuna controindicazione o effetto secondario.

Quanto tempo dura?
Non più di una mezz'ora.

A chi mi devo rivolgere per sottopormi a questo esame?
Ad uno studio radiologico o all'ospedale. Prenda appuntamento con buon anticipo e non dimentichi di portare la sua ricetta il giorno dell'esame.

E i risultati?
In generale, i risultati vengono commentati immediatamente.
Conservi bene i suoi risultati, li disponga in ordine e non dimentichi di portarli alla sua prossima visita.

Redazione a cura di "Malice & Co. (Francia)". Traduzione e revisione a cura del Dott. Fabio Pilato.

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- CDC Biella (private e convenzionate con enti) tel. 015-20385 

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